lunedì 13 ottobre 2014

# 46: riabilitazione alimentare

Caro diario,
  chi ti scrive è una donna completamente nuova.
  Una che spera di non tornare indietro, ma di continuare ad andare avanti. E dove sto andando? Ora te lo dico.
  Sto andando in cucina a cuocere le verdure. Tante verdure. Una montagna di verdure. Etti ed etti di verdure. Glab.
  Ormai è da due settimane che, quasi senza pensarci, ho intrapreso il cammino della riabilitazione alimentare. Via cereali e legumi! Via patate! Via ogni dolcificante! Via grassi! Solo proteine magre magre, succhi di frutta 100% naturali, tanta acqua e verdura in quantità mondiale.
  Strano ma vero non sento la mancanza di dolci, non impazzisco per un piatto di pasta, non subisco la riabilitazione con dolore e sofferenza: voglio depurarmi e riattivare il mio metabolismo malconcio, perciò accetto quelle che prima avrei considerato privazioni inconcepibili.
  Pensavo di svenire dopo un giorno - soffro di ipoglicemia e ho sempre pensato che solo gli zuccheri a lento rilascio mi avrebbero salvato la vita. Invece no.
  Pensavo di sognare a ogni ora del giorno portate intere di torte, biscotti, creme al cucchiaio e gelati. Invece nemmeno un po'.
  Pensavo di fabbricare una bandiera bianca con la busta del minestrone surgelato, da sventolare dopo pochi giorni. Invece manco per niente.
  Sono ancora qui a ingollare porzioni da Obelix di verdure, accompagnate da carne senza grassi, formaggini light, yogurt con 0,1% di grassi (sbalorditivo, è più buono di quello normale!) e succo di ananas, tropicale e mela. 
  Sono diventata una donna nuova, che finalmente manifesta un po' di amor proprio. Probabilmente mi stan crescendo anche le radici sotto le piante dei piedi.
  Se non mi trovi in giro per casa, mio caro Diario, prova a fare un giro in giardino: potrei aver scavato una buchetta nell'orto ed essermi accomodata per bene come una zucchina.

snarkecards.com
(-18; determinazione: sbalorditiva; umore. buono, nonostante la pioggia; sorriso del giorno: la riabilitazione alimentare!)

mercoledì 8 ottobre 2014

Un mese di libri moltiplicato due: agosto e settembre

Caro Diario,
  qui si legge come ai vecchi tempi!
  Una pagina dopo l'altra, divoro libri come fossi in crisi d'astinenza - cosa impossibile, tra l'altro.
  Forse quel che in questi mesi abbonda, in particolare a settembre, è la serenità, l'assenza di tecnologie beffarde che bussano di continuo all'angolo del cervellino. Totale libertà, insomma, anche di leggere a più non posso.

   
  I Ching, a cura di Richard Wilhelm
  È da un po' che voglio approfondire la conoscenza del Tai Chi Chuan: quando nella mia vita entra qualcosa di nuovo, devo sapere da dove arriva e cosa fa.
  Agosto è il mese giusto, le lezioni sono finite e io non voglio perdere il contatto. Inizio a sfogliare un paio di libri sul Tai Chi Chuan e mi accorgo che il Libro dei Mutamenti - questa la traduzione italiana dal cinese I Ching- ricorre spesso. Corro subito a controllare nella libreria di casa: sì, la mia vecchia copia è ancora su uno scaffale! È lì da sempre (ormai non la consulto più) e la prima metà delle pagine è completamente intonsa. Lo afferro, lo apro e inizio a leggere.
  Non è una lettura facile, ma di sicuro molto coinvolgente: lo leggo e mi ritrovo indietro di almeno tremila anni nella raffinata saggezza degli antichi cinesi.
  La sua storia è complessa. Nasce come raccolta di segni oracolari: all'inizio c'erano solo due linee, una intera per il sì e una spezzata per il no; poi le due linee vengono raggruppate a tre a tre e la loro combinazione dà vita a otto trigrammi. I trigrammi sono delle immagini di ciò che accade in cielo e in terra. Sono immagini che mutano continuamente e, combinandosi tra di loro, formano sessantaquattro segni di sei linee ciascuno. Ma in questi esagrammi, le linee possono cambiare in base al loro carattere e mutare un segno in un altro.
  Il mutamento...
  Il principio fondamentale del Libro dei Mutamenti, infatti, è la legge del mutamento. E questo diventa chiaro quando, con i filosofi Lao-tsu e Confucio (qualche decennio prima dei "nostri" greci Socrate e Platone), l'I Ching non è più soltanto un libro oracolare, ma anche un libro di saggezza.
"Tutto finisce e scorre come questo fiume, senza sosta, giorno e notte", dice Confucio.  
"Il Tao è il Senso che segna il corso delle cose, è l'uno in tutto il molteplice", dice Lao-Tsu.
  Tutto ha inizio con una linea, che rappresenta in sé l'unità e nell'universo la dualità (sopra e sotto, a destra e a sinistra, davanti e dietro...) e quindi il mondo degli opposti: Yin l'oscuro e Yang il chiaro. Ma gli opposti non sono fermi, bensì mutevoli e continuano a mutare seguendo un senso ben preciso, il Tao.
  La persona saggia, quindi, consulta il Libro dei Mutamenti e legge le sentenze che danno voce alle immagini, indicando la salute o la sciagura di un'azione. Così crea il suo destino scegliendo come agire: sa distinguere, infatti, il modo d'agire giusto in armonia con il Tao dal modo d'agire sbagliato e sa mutare le proprie azioni per raggiungere il successo.
  Leggo tutto - il testo con nome, sentenza, immagine e spiegazione di ogni singola linea di ciascuno dei sessantaquattro esagrammi; i commenti elaborati dai saggi attraverso i millenni; le Dieci Ali, la più antica letteratura legata al Libro dei Mutamenti. Impiego un mese intero.
  Quando termino la lettura e ritorno nel presente, mi viene spontaneo un confronto tra questa antica e raffinata saggezza e l'immagine della Cina odierna. Sconcertante, e anche un poco triste - come per ogni civiltà che, a un certo punto, si ripiega su se stessa e lì rimane, mentre altro avanza.
  Leggo tutto e poi faccio una prova: domando al Libro dei Mutamenti quale sarà il futuro di una cosa che mi sta molto a cuore. Lancio le tre monete per sei volte di seguito, a ogni lancio segno su un foglio la linea a cui corrisponde e pian piano si forma un esagramma. Lo cerco nel testo, eccolo: Ta Yu, il Possesso grande, sublime riuscita.
  Mica male.

  Il Tao del Tai-Chi Chuan di Jou Tsung Hwa
  Mi butto a capofitto in questo libro. Voglio saperne di più, di quest'antica arte marziale cinese!
  L'autore è un docente di matematica e per motivi di salute inizia a praticare il Tai Chi Chuan. A furia di praticarlo, non solo riesce a curarsi, ma ne diventa anche un esperto maestro. Per questo scrive una sorta di manuale per far sapere cosa sia il Tai Chi Chuan, quali siano i suoi principi e come praticarlo.
  Ne racconta la storia: dal grande maestro Chang  San-Feng, alle famiglie di maestri Chen e Yang e Wu, che corrispondono ad altrettanti stili e forme (io seguo la forma Yang, la più popolare).
  Ne racconta i tre principi filosofici di base: la trasformazione dei trigrammi dell'I Ching, nel mutamento da una posizione all'altra senza soluzione di continuità; il diagramma Tai-Chi (è quel cerchio diviso in due gocce, una nera con la macchia bianca -Yin - e l'altra bianca con la macchia nera - Yang -), nell'equilibrio tra attività mentale e attività fisica; i cinque elementi della medicina (acqua, fuoco, legno, metallo, terra), nell'armonia del corpo per migliorare la qualità e la lunghezza della vita..
  Ne racconta l'allenamento speciale: gli esercizi dei cinque animali (Tao Yie), gli esercizi respiratori (Chi-Kung), la meditazione Tai-Chi, l'esercizio del bozzolo di seta (Chan-Ssu Chin), la spinta con le mani (Ti-Shou).
  Ne racconta i classici: la letteratura di riferimento antica di millenni che dà i principi guida del Tai Chi Chuan, come l'energia del respiro (Chi), il "serbatoio" del Chi posto nell'addome (Tan Tien), la mente (I), lo spirito (Shen), la forza interna che si sviluppa dai tendini in movimenti circolari (Chin), le tredici posizioni originarie del Tai Chi Chuan. 
  Ne racconta i livelli di pratica: gli stadi "uomo", "terra" e "cielo", divisi ciascuno in altri tre gradi, per nove livelli di abilità in tutto. A ogni livello si acquisisce un'abilità, necessaria per passare al successivo: dalla leggerezza a vuoto e immobilità, il più alto livello spirituale del Tai Chi Chuan.
  Naturalmente questo piccolo libro dice molto di più ed è molto più comprensibile mentre si fa Tai Chi Chuan. Domani ricomincio le lezioni e uno dei miei propositi è riprendere in mano questo libro così corposo e seguire i suoi insegnamenti.
  D'altronde, quando faccio una cosa che mi piace, mi piace farla per bene.

  Tredici saggi sul T'ai Chi Ch'uan di Cheng Man Ch'ing
  Per terminare la mia personale trilogia del Tai Chi Chuan, leggo questo librino che da qualche mese mi guarda con insistenza dal comodino.
  Anche Cheng Man Ch'ing, il "maestro delle cinque arti", inizia a praticare il Tai Chi Chuan per motivi di salute. Il suo maestro è il grande maestro Yang Cheng-fu, l'ultimo della famiglia Yang, e lui è il suo ultimo allievo. Scrive i Tredici saggi sul Tai Chi Ch'uan per divulgare i segreti di questa arte marziale a tutti.
  È un libro molto poetico, ma preciso in ogni sua parola. È suddiviso in tre parti, prima i tredici saggi, poi la descrizione dei singoli movimenti con l'aiuto anche di fotografie, infine le risposte del maestro alle domande degli allievi.
  Leggerlo dopo Il Tao del Tai Chi Chuan mi facilita la comprensione di molti passaggi.
  In ogni caso, è da rileggere ancora: non abbandonerà molto presto la sua postazione sul comodino!


  Per gli altri libri rimando alla prossima volta: non vorrei mai, mio caro Diario, che ti addormentassi per sempre... zzzzzzzzz...

(-23; determinazione: in buono stato; umore: positivo; sorriso del giorno: domani ricomincio Tai Chi Chuan!)

lunedì 29 settembre 2014

Le vacanze del Baldo

Caro Diario,
  tutto è relativo.
  Anche le vacanze. Se per noi sono un ritorno all'età dell'oro - seppur momentaneo -, per il Baldo invece sono qualcosa da dimenticare.
  A quanto pare il termine "vacanza" nella sua testa è sinonimo di:

stanchezza infinita
innamoramenti impossibili
fughe d'amore
straordinari di "snasaggio"
troppo sole
nostalgia di casa
tanta nostalgia di casa
  Sabato, giorno di pulizie qui da noi, spostiamo un po' di cose da una stanza all'altra. Lo sguardo preoccupato del canide non dà adito a dubbi: "Vorrete mica andare di nuovo in vacanza?!"

(-1; determinazione: buona; umore: solare; sorriso del giorno: il Baldo, in tutto e per tutto!)

lunedì 22 settembre 2014

# 43: di nuovo qui

Caro Diario,
  il sole splende alto e caldo, la stagione è la più bella in assoluto e io son di nuovo qui.
  Ma un po' diversa: bastano due settimane di nuovi orizzonti e profumi per farmi rifiorire.
  Mi sento un'Alina nuova (o ritrovata?) anche se la mia vita è identica a prima. Lo so, lo sento: rappresento un nuovo stadio nella mia evoluzione da Q.Q. a S.Q.!
  In breve te ne racconto le tappe fondamentali.

La partenza.
  Dopo due giorni di preparativi all'ultimo minuto, si parte. 
  Poiché anticipiamo la data di ben quarantotto ore, la stanchezza è ai massimi livelli: il marito, quando è stanco, ha la connessione lasca; la moglie, quando è stanca, è insofferente e perde in fretta la pazienza. Il Baldo segue ogni preparativo col punto interrogativo fisso sopra la testa - e tace.
  Si parte, infine. 
  Pagnottella è ripiena, il Baldo è inquieto (solo dopo due ore di viaggio decide di fare un pisolino), il marito è a pezzi, la strada è lunga. Io ancora non ci credo.
  Travolta dagli eventi, non realizzo di essere altrove e non riesco a pensare. Cioè: faccio tanti piccoli pensieri, ma il cervello è ben poco connesso.

La vacanza.
  Mi accorgo di una cosa bellissima: incomincio a vivere il presente e non più il passato o il futuro. I miei pensieri sono pochi e semplici. Mi godo il momento.
  Mi sento felice. Di piccole cose: il tramonto arancio che s'espande sulle colline e tra i rami frondosi degli alberi, la musica giusta, il Baldo che annusa rapito gli infiniti odori dell'isola, io e il marito nel silenzio dorato, la luna quasi intera e quasi bianca nel cielo azzurro. Il vuoto di pensieri, il pieno di emozioni positive. 
  Talmente felice da commuovermi.

Il ritorno.
  Il pulsante per spegnere il cervello ogni tanto fa cilecca. Mi sveglio al mattino e invento la giornata: un po' di lavoro e un po' di piacere - l'uncinetto e il chiacchierino se piove, perlustrazioni e fotografie se splende il sole. Ho ancora una buona scorta di serenità, ho ancora dei ritmi laschi, ho ancora spazio in testa per crescere nuove idee.
  Tra queste ce n'è una diventata realtà in questi giorni: non è proprio nuova (se non nella forma), ma dopo un riposo di tre o quattro anni, si fa ogni giorno più luminosa. Le vecchie passioni son sempre le più insistenti.

Ogni mattina apro le persiane e incontro questa vista. Il mare in ogni sua sfumatura mi dà il buongiorno: grigio se il cielo è coperto di nuvoloni, blu se soffia forte il vento, azzurro quando il vento cala e nel cielo c'è solo il sole. {Sospiro}

(-8; determinazione: pacata; umore: sereno; sorriso del giorno: più di uno!)