lunedì 1 agosto 2016

La casa delle vacanze

Caro Diario,
  vado in vacanza.
  Quest'anno, per la prima volta dopo tanti tanti anni, decido di andare in vacanza ad agosto: trentun giorni, non uno di più (forse), non uno di meno (di sicuro).
  
  Mi sveglierò ogni mattina a persiane chiuse, col profumo dolce della lavanda. Farò colazione nel sole gentile, con gli occhi pieni di onde del mare. Mi vestirò leggera e, con la mia borsa piena di cose, andrò in perlustrazione di luoghi sconosciuti. Mangerò un'insalata e un gelato all'ombra di una pergola profumata d'uva. Rincaserò per addormentarmi leggera sull'amaca in ombra. Leggerò e guarderò il mare, nuotando tra nuovi pensieri. Poco prima del tramonto, scenderò alla spiaggia e percorrerò quel tratto di costa bagnato dal cielo. Mi preparerò per la cena, al ristorante preferito, e per la passeggiata tra le luci notturne. Scivolerò tra le lenzuola, col sapore del sale sulla pelle e la risacca del mare come ninnananna.
  La casa delle vacanze è bianca, fuori e dentro. Con le persiane verdi e le piastrelle turchesi. Fiori viola sul terrazzo, lenzuola di lino sul letto. Fresca, silenziosa, come una grotta liscia e luminosa. Senza tivù, senza computer, senza distrazioni dai piaceri della vita. Il ritmo qui scorre calmo e sereno, è tutto un sorriso.
  Quando esco, scendo le scale piastrellate, apro il portone pesante e mi trovo in una via del paese; passeggio tra le vetrine dei negozi, le cassette di frutta, il profumo di cibo, i gatti di quartiere, i cani di bottega, i turisti, i paesani, la gente. Alla fine della via c'è il lungomare, poi la spiaggia e poi il mare.     Percorro questa strada tante di quelle volte, da farla a occhi chiusi, col sole che colora di rosso le palpebre. 
  Di notte, la luna gigante baderà ai miei sogni.

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  Sospiro. 
  La casa delle vacanze esiste solo nella mia fantasia. Ma in vacanza ci vado davvero!

(-114; determinazione: a mille; umore: felice; sorriso del giorno: VACANZE)

mercoledì 20 luglio 2016

Chez moi: carote allo zenzero

Caro Diario,
  non stai più nella pelle vero?
  Vuoi sapere che fine fanno le comari della vellutata di carote! La casalinga mannara che c'è in me ti comprende bene.
  Mentre le carote bollono nel pentolino, afferro le sue sorelle per cucinarle al forno.

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  Le carote allo zenzero cotte al forno hanno due importanti proprietà:
  1. profumano la casa
  2. sono surgelabili in porzioni da due per cene future
  Anvedi.

(-154; determinazione: profumata; umore: saporito: sorriso del giorno: se magna!)

mercoledì 13 luglio 2016

Un mese di libri: giugno a balzi e saltelli

Caro Diario,
  giugno beffardo arriva e se ne va, senza nemmeno degnarmi di uno sguardo.
  E io leggo. Afferro in libreria i libri dimenticati da un po', li spolvero e inizio a viaggiare.

  Risorsa umana sarà lei di Sophie Talneau mi porta indietro nel tempo, quando un gran punto di domanda prende il posto di ogni certezza lavorativa. Segna il passaggio storico dal lavoro (quasi) sicuro alla sicurezza che, di lavoro, non ce n'è: quest'ultimo decennio la situazione è quasi disperata, gli studi all'università sono paracaduti che a terra intralciano i movimenti, parcheggi a pagamento per sognatori e indecisi. Un vero peccato per noi e per i giovani.

  Twilight di Stephenie Meyer mi fa provare sensazioni sopite. Un salto indietro di dieci anni, quando una manciata di trentenni (tra cui io) si scioglie davanti al film e alla storia di un giovane vampiro. Questo, forse, è l'unico libro per cui mi sento di dire: "È meglio il film". Vedo prima il film, infatti, e mi piace tantissimo e, quando leggo il libro, rimango di stucco: lento, privo di quell'atmosfera incalzante, a tratti noioso (quei due lì, Edward e Bella, sono il Re e la Regina delle paranoie) . Però è innegabile: l'autrice sa descrivere i pensieri adolescenziali, sa coinvolgere e rapire, sa emozionare. Talmente che, mentre leggo, i protagonisti hanno volti e sembianze diverse da quelli del film. Notevole. Eppure, non credo proprio che continuerò a leggerne la storia; magari mi vedrò gli altri film...

  I love shopping a Las Vegas di Sophie Kinsella è più un dovere che un piacere: voglio sapere come finisce la storia troncata a metà nel libro precedente. Non mi piace questa strategia, non mi piacciono le assurdità inventate di volta in volta per tener vivi i personaggi, non mi piacciono nemmeno Becky e le sue crisi esistenziali. Però rido e leggo in fretta per sapere come va a finire: se pubblicherà un'altra puntata, l'acquisterò e leggerò - temo.

  Quando vedi un emù in cielo di Elizabeth Fuller mi piace tanto. Con un balzo mi porta altrove, lontano dalle difficoltà, dalle fantasie, dalla banalità, nel cuore dell'Australia in cerca dell'equilibrio interiore e di un insegnamento. È la storia di un viaggio intimo, che porta alla scoperta di quanto sia importante vivere consapevoli di sé, degli altri, del mondo e del qui e ora, accettando le emozioni per quel che sono e per i doni che possono elargire. Lo rileggerò ancora.

  Signori bambini di Daniel Pennac è come una vacanza raffinata e ben organizzata. Il suo stile è impeccabile, la scelta delle parole e dei toni è magistrale: è come indossare un giubbotto di salvataggio senza indossarlo, perché non ce n'è bisogno. Nelle sue mani, nei suoi libri, sono al sicuro.

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(-133; determinazione: calda; umore: solare; sorriso del giorno: leggo!)

mercoledì 29 giugno 2016

Lavori in corso: il giardino #1

Caro Diario,
  passano i giorni, i mesi e gli anni.
  Passano, e il giardino rimane incompiuto. Tanto prato, tante erbe matte e tanti fiori spontanei - margherite, denti di leone, non ti scordar di me e certi violetti che non conosco. 
  Da quando il tornado Baldo brucia e stermina con la forza concentrata della sua pipì canina tutti i cespugli rigogliosi lungo il patio (tre lavande e un enorme pompom di elicriso), la desolazione di Smaug ci fa un baffo.
  Urge una soluzione. E la soluzione è: tante aiuole!
  La prima spunta cinque anni fa, è sbilenca, rustica e primitiva: contiene le aromatiche (melissa, basilico, menta, dragoncello, erba cipollina, maggiorana, timo, timo limone, origano, salvia, rosmarino) e subisce varie modifiche. Tra il basilico fioriscono due dalie nane e una piccola rosa.
  La seconda spunta l'anno scorso, è diritta, elegante e sapiente: contiene qualche pianta superstite (la prorompente artemisia, l'elicriso, la lippia), una gerbera stentata e una dalia. È da allungare fino alla fine della parete di sassi, lo faremo presto.
  La terza spunta inaspettatamente nell'angolo più buio e umido del giardino, è diritta, furba e sgamata: contiene due esemplari di ortensie (una un po' provata, ahimè) e altre ne conterrà. Si allungherà per tutto il confine sud del giardino, per ospitare altri fiori, le bulbose e chissà cos'altro?

  Un anno fa chiedo aiuto a Cristina di Un giardino di libri; le racconto cosa ci piacerebbe avere in giardino e le chiedo quali piante starebbero bene. Ecco il suo progetto:

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  Non ci resta che togliere le assi di legno, i punteggi di ferro, i sassi e le pietre in formato mondiale, i bidoni d'acciaio, il cumulo di mattoni: siam pronti per la rivoluzione in giardino!

(-147; determinazione: sempreverde; umore: fiorito; sorriso del giorno: fiori, fiori, fiori!)
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