lunedì 7 aprile 2014

# 19: da ruggito

Caro Diario,
 si prospetta una settimana da ruggito. Roarrr.
 Vorrei poter dire che oggi sia un classico lunedì così:
honest

 Invece, mi sveglio con la lista delle cose-da-fare tatuata sulle palpebre con inchiostro magico (si cancella solo a completamento dell'opera). Il ritmo è serrato: ginnastica, colazione, doccia, lavoro, pausa pranzo (un'ora, ancora il livello d'emergenza è basso), lavoro, merenda, alle 18.30 breve conciliabolo per decidere la cena, quindi preparazione della torta-salata-salvavita: sempre quella (tra poco si cucinerà da sé), sempre buona. Qualche minuto ancora al pc, aspettando l'inizio del tai-chi. E la giornata finisce qui.
 Ritmo serrato e obiettivi da raggiungere, ma sotto il sole in giardino - un po' di dolcezza ci vuole. 

Col sole e i primi caldi, lo studio si sposta in giardino.

 E così sarà domani e il giorno dopo ancora. Perché questa settimana sarà per me inzeppata di vita sociale extra.
 Urge spiegare: la mia vita sociale è pari allo zero virgola sette. Il tai chi del giovedì sera, il corso di chiacchierino ogni due sabati, punto. Ultimamente, però, le sere di tai chi raddoppiano e un'altra sera è occupata dal corso d'archeologia (tre sere su sette: glab). 
 In più questa settimana ci sono una cena tra colleghe e una capatina con le amiche al Fuorisalone di Milano: in pratica faccio fuori altre due sere. 
 Venerdì mi gioco il jolly e do forfait.
 
(-23; determinazione: testarda; umore: solare; sorriso del giorno: inaugurazione dello studio esterno!)

venerdì 4 aprile 2014

# 18: ops!

Caro Diario,
 sono in ritardo.
 Su tutto, soprattutto sul cambio dell'ora. Non capisco perché una povera tapina già malmessa sia costretta a cambiare abitudini, orari, orologi psicofisici (oltre a quelli appesi ai muri di casa) ogni sei mesi. Tutto ciò mi disturba e mi mette in ansia.
 Seguo un regime alimentare assai rigido sugli orari in cui cibarsi. Ma: se mi scappa l'orario (i miei succhi gastrici son svizzeri) e mangio poco dopo le due, sarà peccato oppure no? In fondo le due di oggi sono l'una di settimana scorsa... 
 Da una settimana cerco di anticipare la sveglia a un'ora prima, tanto per regalarmi l'illusione di aver più tempo. Ma: se mi sveglio alle sette nel silenzio assonnato, in realtà mi alzo prima del sole? In fondo le sette di oggi sono le sei di settimana scorsa... 
 Dubbi amletici.
 Sono in ritardo anche col Punto Della Situazione: aprile arriva, ma Il Ripostiglio è ancora in alto mare - il lavoro e la stanchezza del marito, altri impedimenti, bla bla bla. Ogni volta che salgo le scale mi guarda dall'alto una nicchia bianca, triste e vuota. E una livella laser, un martello, due cacciaviti e la scaletta bianca lasciati lì ad aspettare. Fremo per finirlo, ma moltiplicare le ore e giorni ancora non mi vien bene.
 Sicché il Nuovo Piano D'Attacco è abbastanza intuibile:
  (-26; determinazione: osteggiata; umore: rassegnato; sorriso del giorno: si finisce Il Ripostiglio!)

lunedì 31 marzo 2014

Un mese di libri: marzo pazzo

Caro Diario.
 ultimo giorno di marzo.
 Se marzo è pazzo, anche le mie letture lo sono: non seguo un filo logico, ma salto di palo in frasca come un ranocchio in cerca di mosche.
 
Le parole di luce di Joanne Harris
 Dopo la mitologia greca di febbraio scivolo in un libro di mitologia nordica, del tutto inaspettato. L'autrice è la Harris, ma il libro non parla di donne e dei loro sentimenti e della loro magia. Cioè, lo fa, ma in maniera del tutto inaspettata: in un mondo di fantasia, un fantasy coi fiocchi, in cui si mescolano leggende nordiche, filastrocche per bambini, trabocchetti di divinità scaltre e due sorelle cresciute in posti diversi, fedeli a credenze diverse. Mentre lo leggo, mi diverto a ricordare nomi di dei ed eroi vichinghi, ma dimentico completamente chi sia l'autrice: non la ritrovo tra le righe, mi sembra manchi la sua melodia fatta di parole e segni d'interpunzione. È il sequel di Le parole segrete, che prenderò e leggerò. Prima o poi.
Precious Ramotse, detective di Alexander McCall Smith
 Poi mi trovo tra le mani l'incipit delle avventure investigative della prima donna investigatrice del Botswana. Capisco finalmente l'origine di molti aspetti del suo carattere e del suo rapporto col suo futuro marito. Mi piace come vien descritto questo paese africano, la sua filosofia e il suo stile di vita. Ogni volta mi stupisco che l'autore sia un uomo, per di più un professore di diritto applicato alla medicina e alle questioni di bioetica. Dev'essere una persona dai sensi molto fini.
La foresta incantata di Mary Stewart
 Vago disperata sugli scalini della scala, osservando con occhio critico i volumi in libreria: già letto, troppo noioso, troppo leggero, pesante, non mi va, uffa, no, zero. Zerella.
 Per fortuna c'è lui: quando nessun titolo mi soddisfa mi rifugio nell'abbraccio del mio libro-amico. La Stewart è la prima autrice "seria" che incontro da adolescente: ancora mi vedo appollaiata su una sedia accanto al vecchio hi-fi, con le cuffie e la giusta musica nelle orecchie, immersa nella lettura più straordinaria e coinvolgente - La grotta di cristallo, Le grotte nelle montagne, L'ultimo incantesimo mi portano con loro nella vita di Merlino, raccontata con garbo, poesia e molta magia.
 Che sorpresa anni dopo ricevere in dono un altro suo libro! Sempre pervaso dalla magia, ma quella magia che ciascuno di noi può cercare dentro se stesso e nella propria vita. Negli anni lo leggo tantissime volte, per me è come ritrovare un vecchio amico, farmi abbracciare e raccontarci le novità: sempre diversi, ma sempre uguali. Quando ho bisogno di conforto, lui è pronto ad accogliermi e non mi delude mai.
Inferno di Dan Brown
Riordinando il tavolo-scrivania trovo questo grosso libro rosso. Il genere non mi fa impazzire, ma leggendolo mi accorgo che Brown subisce un'evoluzione più interessante, meno misterica rispetto a Il codice Da Vinci. Lo stile narrativo è quasi piacevole, lo scherzetto della perdita di memoria e quindi della confusione tra buoni e cattivi mi lascia un po' perplessa, ma il finale mi fa pensare: tutto il girotondo, infatti, ruota attorno al problema della sovrappopolazione mondiale e a una possibile soluzione etica.
La trasmigrazione dei corpi di Yuri Herrera
Dopo la cena del Club Rosa delle Prime Donne porto a casa un libro in prestito. Questo è un libro strano, scritto in maniera strana, su uno strano argomento. Non mi dispiace leggerlo, ma mi sfugge il significato. Forse sono distratta...
Il coperchio del mare di Banana Yoshimoto
È da tanto che non la leggo e che non compro i suoi libri: questo è l'ultimo. Ma appena lo finisco (questa mattina) mi riprometto di rimettermi subito in pari. Ogni volta che leggo un suo libro mi meraviglio di come sia in sintonia con me: quel che prova la protagonista, lo sto provando anch'io, ora - in quel momento - non prima - né dopo. Semplici coincidenze?

(0; determinazione: buona; umore: buono; sorriso del giorno: nuovo mese, nuovi libri!) 

lunedì 24 marzo 2014

#17: sole, sane abitudini, serenità e un pizzico di Tai Chi

Caro Diario,
 il lunedì non è mai un giorno particolare.
 Oggi però mi sveglio col sole e nel silenzio mattutino: mentre la luce filtra tra le persiane, le lenzuola son fresche e io sorrido beata. Ottimo inizio.
 Ne approfitto per continuare col piede giusto: fo un po' di ginnastica, apro finestre e persiane, rifo il letto con un colpo di polso e una carezza (evviva i copripiumini). Tutto canticchiando un motivetto allegro.
 Sveglio il Baldo e ci facciamo un giretto in giardino. L'erba cipollina è ormai alta, il prezzemolo profuma appena lo sfioro e quel cespuglietto di foglie verde lucido odora di limone - è proprio melissa.
 Rientro in casa e, mentre il bollitore prepara il tè, svuoto la lavastoviglie, decido dove mettere in bella vista le nuove tazze e riempio la vetrinetta di altre tazze a pois. La mia rivista preferita, il tè fumante, burro e marmellata: la colazione è un rito.
 Poi infilo una tuta, do un colpo di piastra al ciuffo e son pronta per lavorare. Seduta alla scrivania, nel mio studio. M'interrompo all'una per preparare il pranzo: riso al curry con verdure, doppia porzione così il marito lo mangia domani al lavoro. È buono - forse è vero che l'ingrediente più gustoso è il sorriso.
 Una tazza d'infuso di liquirizia, dolcissimo, e riprendo a lavorare.
 Ora è sera. Quasi senza accorgermene, fo qualcosa mai fatta prima di lunedì: riprendo le sane vecchie abitudini, quelle che mi fanno sentire a posto. Non so quanto durerà - i momenti di ribellione e anarchia son sempre in agguato - ma spero tra un mese di non stupirmi più di questi piccoli rituali quotidiani.

(-7; determinazione: leggera; umore: sereno; sorriso del giorno: sole & sane abitudini!)