venerdì 22 agosto 2014

Garçonne?

Caro Diario,
 sto per rivelarti una verità assoluta.
 Quando vai dal parrucchiere, fingi. Non dire "Voglio i capelli corti", perché lui capirà cortissimi. È quel che succede con la Stella.
 Passo ore a scegliere dal web il taglio di capelli perfetto per me; misuro con precisione la lunghezza dei ciuffi e ragiono se può funzionare coi miei. Tutto al fine di mostrare alla Stella la capigliatura (precisa) che desidero.
 Serve a nulla.
 Le mostro appunto le foto salvate sul telefono e dico: "Un taglio alla maschietta ".
 "Vedo", risponde.
 "Alla garçonne, insomma", rincaro.
 "Aha", annuisce.
 "Un bel pixie, via!", melius est abundare quam...
 "Certo. Ho capito. Belli corti."
 Sssì. Belli e corti. Ci siamo.
 Da bambina a tagliarmi i capelli alla maschietta è la Giusi. Un solo taglio in un anno, sempre a fine maggio. Poi i capelli crescono in morbide curve e diventano lunghi abbastanza per lo chignon: a fine maggio c'é il saggio di danza classica. Ancora oggi ho questa abitudine: taglio e lascio crescere e osservo l'evoluzione dei miei capelli. Di norma li taglio ogni sei mesi - che la ricrescita sia più veloce di ** anni fa?
 Intanto la Stella agisce.
 Mi pettina i capelli a casco di banane. Prende una ciocca in cima alla testa e zac. Mmm. Per me, che sono ormai avvezza a misurare empiricamente i capelli corti, sembra un taglio un po' più corto del corto.
 Ma ormai non si può più tornare indietro.
 Taglia, ritaglia, taglia e taglia ancora.
 Glab. Mi piace, sì. Certo. Ma qui più che un taglio alla maschietta, la Stella mi fa un taglio alla Top Gun!

No, non è un ananas.

  D'ora in poi chiamami Maverick.

(-9; determinazione: inzomma; umore: provato; sorriso del giorno: who's that girl?)

mercoledì 20 agosto 2014

# 38: meglio fare il punto della situazione, va'

Caro Diario,
 sembra, ma non sono in vacanza.
 Però in una qualche maniera risento ancora della mia vacanza forzata dall'etere. Si sta bene a vivere offline. Ci sono così tante cose da fare e la sera arriva presto e il sonno accarezza lieve gli occhi e li chiude con un bacio.
 Ci sono così tanti pensieri che mi frullano in testa. Si muovono calmi in circolo osservandosi con diffidenza, si avvicinano, si allontanano, si fermano un attimo, poi riprendono a roteare, a volte seguendo uno schema, a volte senza ordine alcuno. Mai in silenzio, c'è un brusio costante. Quando s'infiltra un pensiero nuovo, apriti cielo!, che confusione!, che battiti di cuore!, che fiato corto!
 Diapositive di emozioni e colori, cortometraggi di movimenti e parole: col sonno la luce si spegne e loro si fermano. Anche in alcuni rari momenti di tranquillità, e allora ne approfitto.
 Per questo vorrei fare il Punto Della Situazione proprio adesso, dopo tanto tempo:
i lavori riorganizzativi iniziati sono ancora in sospeso, quelli da iniziare nemmeno più considerati
l'attenzione s'è spostata dalla casa e gli interessi, agli affetti e me stessa
è un momento di cambiamenti: finisce un lavoro, ne sta finendo un altro, iniziano nuovi progetti
ho in mente solo una cosa: partire per le vacanze, godermi il viaggio, fare il pieno di novità, essere felice - tutto assieme
  Azzardo un Nuovo Piano D'Attacco:
rimando tutti i lavori a quando avrò riempito fino all'orlo il serbatoio dell'energia
mi godo fino in fondo la compagnia dei miei affetti e di me stessa
m'impegno a terminare in fretta i progetti agli sgoccioli e di programmare i nuovi
mi preparo alle vacanze, evviva!

Certe volte si deve smettere di pensare così tanto, e andare solo dove il cuore ci porta.
 (-11; determinazione: media; umore: pacato; sorriso del giorno: nuovo piano d'attacco!)

lunedì 11 agosto 2014

# 37: offline, onlife

Caro Diario,
 due sabati fa è sera e si scatena una tempesta sopra di noi.
 Tuoni, fulmini e saette. Tutto in piena regola, con antenne arrostite, scintille sfrigolanti, bagliori improvvisi (e spaventosi), muri che cadono a pezzi.
 Due domeniche fa è mattina e il modem non s'accende: fulminato. Pazienza, penso, domani chiamo per risolvere il problema, oggi mi godo il sole.
 Due lunedì fa è ancora mattina e chiamo per far sostituire il modem. Entro due giorni, dicono, avrò di nuovo la mia connessione internet. Ma di giorni ne passan cinque.
 Quante cose si possono fare in una vita offline?
Non lavoro - i documenti al sicuro in una nuvola virtuale mi fanno "Ciao, ciao" con la manina e ogni ricerca è bloccata.
Col freschino che c'è riprendo in mano una delle mille coperte mai finite. È da un po' che mi frulla in testa un'idea, magari vien bene.
Vado al mercato e non resisto a qualche piccolo acquisto. Amo i mercati, anche quando fa caldo e i raggi del sole arrostiscono le tende dei banchi.
Sono fuori dai social media. Non chiacchiero, né condivido virtualmente: ora lo faccio realmente, viso a viso, ascoltando i toni della voce e osservando le espressioni di chi mi sta di fronte. 
Raggiungo il marito a pranzo, come fossimo ancora fidanzatini e ogni scusa è ottima per incontrarci a sorpresa. Mangiare in due è più gustoso.
Faccio la spesa alle due del pomeriggio. Il supermercato è tutto mio, dimentico metà delle cose da prendere e chiacchiero con il cassiere simpatico.
Pulisco casa in vista della festa del fine settimana. Ora che ho tempo libero, mi sembra una cosa meno noiosa del solito.
Stendo i panni canticchiando: il sole è alto e tra poco prendo la macchina e fo un giretto. Così mi alleno e allontano la paura.
Mi taglio i capelli. Corti. Cortissimi. Non so dove ho preso il coraggio, ma lo faccio. Dopo il primo colpo di forbici non posso più tornare indietro.
E via così.
 Venerdì scorso è pomeriggio e arriva il tecnico col nuovo modem. Tutto a posto, la linea brilla vigorosa più che mai. Ma, dopo un primo assaggio virtuale, spengo tutto, infilo i vestiti della festa e raggiungo le amiche del Club Rosa Delle Prime Donne. Mica male la vita offline.


(-20; determinazione: buona; umore: buono; sorriso del giorno: offline è bello!)

venerdì 1 agosto 2014

Un mese di libri: luglio di cambiamenti

Caro Diario,
 fai un passo indietro e torna a ieri.
 È l'ultimo giorno di luglio, nel bel mezzo dell'estate. E c'è il sole, finalmente. Un sole caldo ma non troppo, un cielo limpido e brillante d'azzurro. 
 Mi sveglio titubante, mi alzo speranzosa, apro le finestre in preda all'euforia: è tutto vero, c'è il sole. Ergo: esco.
 Ho intenzione di starmene in giro tutto il giorno. Scendo ad Arona, attraverso un parchetto, percorro la strada che da bimba percorrevo ogni mattina per andare a scuola. Mi avvicino a una vetrina e vengo invitata a curiosare in negozio. Scambio due chiacchiere, acquisto un top bellissimo, ne esco col sorriso. Scendo per una via acciottolata, percorro il corso con il sole in faccia, mi siedo all'ombra su una panchina di fronte al lago e osservo. Mi sento bene, sorrido al blu, al verde, al bianco e al sole che colpisce le onde e le fa scintillare.
 Nel tardo pomeriggio salgo alla Rocca, sfodero la macchina fotografica e inizio a perdermi nei particolari. Noto sul prato accanto a me tre persone: dicono "Iniziamo" e io mi avvicino a chiedere se - per caso - stanno per fare tai chi. Sì. Posso unirmi? Sì. E così mi ritrovo in cima alla Rocca, in mezzo all'azzurro del cielo, con i piedi sul verde dell'erba, gli occhi persi nel blu del lago e faccio tai chi con persone sconosciute.
 ... (Immagina come mi sento, perché non conosco le parole giuste) ...
 E poi mi ritrovo a parlare con loro di archeologia e mi dicono che gli occhi mi brillano di gioia e io penso. Che voglio fare quel che amo. Che amo raccontare quel che mi fa brillare gli occhi. Che voglio cambiare la mia vita.
 È un mese intero che sento un prepotente desiderio di dare una svolta. Le letture che scelgo - senza volerlo - mi suggeriscono che è giunto il momento.

 
 Bonifici e sogni di Patrizia Balasso
 Il primo libro che leggo non è un libro, ma un blog. C'è un progetto, ci sono ricerche e speranze, ci sono difficoltà, c'è il tempo che passa a volte lento (troppo lento), altre volte veloce (troppo veloce). Ma soprattutto c'è la necessità di seguire la propria anima e cambiare vita. Leggo i pensieri di Patrizia e inizio a meditare.

 Quattro etti d'amore, grazie di Chiara Gamberale
 Mi ritrovo questo libro in mano una sera al supermercato, e non se ne vuole più andare. Prima di addormentarmi inizio a leggerlo e mi rapisce. Lo stile dell'autrice è snello, ma ricco: ogni parola è pregna di significato. La storia è semplice: due donne non si conoscono, ma s'incontrano sempre al supermercato e sognano l'una di vivere la vita dell'altra e viveversa. La vita che loro immaginano, però, non la vera vita. Una vita che, come molte altre, si trova in bilico tra il sicuro e l'insicuro, tra il noto e l'ignoto, tra una scelta e l'altra.
 Una frase mi colpisce fra tutte, mi entra dentro e inizia a lavorare:
"Ma tu ci pensi, Erica? A tutte le esistenze che potrebbero farci felici, se non fossimo sempre alle prese con la nostra? (...) Bisogna chiederselo, ogni tanto, Erica. Bisogna, cazzo: ma la vita è mia o è lei che sta vivendo me?"
  E io medito.

 La scoperta di Troia di Heinrich Schliemann
 Lettura un po' di lavoro, ma tanto di curiosità. Lui, definito il primo archeologo moderno, ha una vita piena di avventure. Racconta dei suoi primi amori: i misteri, i poemi omerici e Minna. Di come lavori duramente per poter sposare Minna: garzone di drogheria in Germania, mozzo di cabina, fattorino in Olanda, corrispondente e contabile in un ufficio commerciale di Amsterdam, agente di commercio e poi commerciante in Russia. Impara l'inglese e il francese (sei mesi per ciascuna lingua), l'olandese, lo spagnolo, l'italiano, il portoghese, il russo, il greco moderno, il greco antico, il latino, l'arabo (sei settimane per ciascuna lingua). Acquista la cittadinanza americana in California e, ormai ricchissimo, si ritira dagli affari e inizia a viaggiare: Svezia, Danimarca, Germania, Italia, Egitto, Siria, Grecia, India, Cina, Giappone, Nicaragua, Cuba, Messico. Minna è già moglie di un altro uomo, ma l'archeologia è ancora la sua passione. Visita i luoghi dei poemi omerici, identifica il sito in cui giacciono i resti dell'antica città di Troia e inizia i suoi scavi.
 Sono ammirata. Una passione, un sogno, un progetto e, infine, la soddisfazione e l'immensa gioia d'esser riuscito. Plasma la sua vita e coglie le occasioni per indirizzarla là, dove vuole lui. Da sempre.
 Mumble, mumble.
 È così, mio caro Diario, che mi ritrovo quassù, sopra il lago e in mezzo al cielo, a muovermi lentamente nelle posizioni del tai chi, e continuo a meditare.

(-30; determinazione: solleticata; umore: speranzoso; sorriso del giorno: sole, estate, libertà!)