venerdì 3 luglio 2015

#31: esperimento delirante

Caro Diario,
  lascia stare.
  Lo sai che le ciambelle difficilmente mi riescono col buco. Ho sempre uno strano rapporto con gli esperimenti: di solito non mi vengono, ma non demordo. Mai.
  Arrivo subito al dunque e ti racconto il mio 
sorrisoa365giorni-puntodellasituazione-31
  Lunedì mi sveglio tardi. 
  Martedì mi sveglio presto, ma devo prendere il treno. 
  Mercoledì ci provo ma la questione è spaventosa. 
  Giovedì non ce la posso fare. 
  Venerdì ce la devo fare.
  Questo è il resoconto del mio esperimento. Trascino per tutta la settimana (sabato e domenica esclusi) un unico IMPE-IMPE (impegno imperativo): pulire la cucina. Ci provo, mi accorgo che l'impresa è assurdamente esagerata, mi rendo conto che travalica ogni mia possibilità, desidero fortemente essere baciata dalla fortuna e avere chi può farlo al posto mio (purtroppo il marito sa di questo esperimento e non mi verrà in soccorso. Forse se piango birra. No, meglio vino rosso, che sembra sangue).
  È che questa settimana trabocca.

  Lunedì pranzo con un'amica di Milano. 
  Martedì ho un IMPE-IMPO (impegno importante) a Milano. 
  Mercoledì pranzo con un'amica di Roma. 
  Giovedì ho un IMPE (impengno e basta) a Borgomanero. 
  Venerdì fo merenda con un'amica a Verbania. 

  Come dire? Sono presa.
  Perciò puoi ben immaginare cosa mi ripropongo nel 
sorrisoa365giorni-nuovopianodattacco-31
  1. procedere e terminare l'esperimento
  2. lasciar perdere gli esperimenti (almeno per un mese)
  3. finire tutto ciò che ho iniziato
  Anche se non la vedo molto facile, nemmeno settimana prossima.

  Lunedì è libero - ma sarò stanca (inizia la settimana)
  Martedì è occupato
  Mercoledì è occupato
  Giovedì è occupato
  Venerdì è libero - ma sarò stanca (finisce la settimana)

  Ma io non demordo. Mai. Ehm.

(-28; determinazione: a spasso; umore: sereno; sorriso del giorno: sì, va be', prima o poi...)

mercoledì 1 luglio 2015

Chez moi: c'è un tacchino nei pomodori!

Caro Diario,
  coi pomodori c'ho preso gusto.
  Casomai anche tu fossi diventato un super fan dei pomodori, ti lascio la mia ricetta. È facile facile, nata a caso aprendo l'anta del frigorifero e facendo la conta di quel che c'è. Una ricetta facile - dicevo - inventata al momento, apprezzata anche dal marito (miracolo miracoloso) e da leccabaffi garantito.


  Piatto gustoso, profumato, saporito e lesto: a prova di inett-Alina. 
  Provare per credere.

(-30; determinazione: da scieff; umore: rubicondo; sorriso del giorno: c'è un tacchino nei pomodori!)

lunedì 29 giugno 2015

Ciao, mi chiamo Alessandra e sono una EX

Caro Diario,
  sto diventando una ex coi fiocchi.
  
  Sono di sicuro una ex QQ: prendo ormai confidenza con la Q, sto per diventare una SQ (Splendida Quarantenne) e m'identifico più facilmente con due cifre e un segno matematico (40+). Veloce, intuitivo, spiccio. In poche parole: mi sono abituata al suono, quasi mi ci diverto. Non mi ci riconosco ancora del tutto: mi sento uno strano ibrido con la tranquillità dei 40+ e l'entusiasmo dei 20+. Ma forse è così che dev'essere.

  Sono ormai una ex archeologa: dall'anno scorso smetto del tutto di fare l'archeologa - niente più scavi (da un bel po'), niente più corsi a bambini e adulti. Ma non smetto di essere un'archeologa: scavare per cercare le cause e ricostruire la storia rimane una parte di me. Forse ero un'archeologa ancor prima di diventarlo.

  Sono quasi una ex insicura: un giorno mi sveglio e mi sento, finalmente, all'altezza del mondo. Le novità non mi spaventano, le vivo per quello che sono e imparo in fretta. Le delusioni si trasformano in nuove possibilità e mi diverto a giocare con loro.

  Sono definitivamente una ex sovrappeso: perdo tredici chili in sette mesi, me ne mancano solo tre per raggiungere il mio peso forma. Indosso i pantaloni di sedici anni fa e mi sento bene: mi riconosco, finalmente.

  Sono una futura ex precaria: pubblico un libro per le scuole assieme ad altre autrici, compilo una nota di pagamento per cessione del diritto d'autore, capisco cosa voglio fare "da grande". Studio e mi applico e sorrido beata.

  Sono una ex reclusa: il trauma che mi bloccava di paura e mi rinchiudeva in casa è tornato al suo posto, tra i ricordi passati. Ora guido e non ho paura. Magari qualche titubanza e vado un po' lenta, ma non ho più paura.

  Sono una ex infelice: sono tante le ocasioni in cui mi ritrovo a essere felice. E non ho timore a dirlo.

sorrisoa365giorni-sfumature-ex

(-1; determinazione: forte; umore: sereno; sorriso del giorno: sono una ex!)

venerdì 26 giugno 2015

#30 - esperimento

Caro Diario, 
  che disastro, da queste parti!
  Sto seguendo un'esperimento su me stessa, perché è necessario.
  Ti racconto l'antefatto. Le ultime tre settimane - arrotondiamo, l'ultimo mese è da sopravvissuti: caos fuori casa (terra, cemento, polvere di terra, polvere di cemento, pioggia, fango di cemento e terra), caos dentro casa (polveri pesanti, toupet di peli canini, panni stesi, ammucchiati, abbandonati, disordine generale, lavastoviglie rotta) e caos oltre ogni confine (impronte polverose e indelebili di scarpe, piedi e zampe ovunque. Ovunque).
  Mia reazione:
  1. Consapevolezza. Tutto ciò non è umano. 
  2. Esame di coscienza. "Odio fare le pulizie" non significa "odio me, mio marito, il nostro cane, la nostra casa".
  3. Presa di posizione. Mi tocca. Per par condicio (meglio la ramazza in mano, che la pietra sul piede).
  4. Azione. La parola azione non fa rima con Alina, ma ogni tanto ci prova.
  E così ecco il mio esperimento: domenica scorsa scrivo sul mio telefono una lunga nota (inizia con lunedì 22/6 e finisce con sabato 5/7) ed è un programma dettagliato con tutti i compiti giornalieri e gli orari in cui compierli. Due settimane per sperimentare la mia forza di volontà, capire quali sono i punti deboli e per decidere come raggirarli, ehm, trasformarli in punti di forza.
  Innanzitutto, anticipo di mezz'ora la sveglia e utilizzo quei trenta minuti in più per dedicarmi ogni giorno a una stanza diversa. Tanto per contenere il disastro.
 Poi, ogni volta che porto a termine un compito (riordino, pulizia, ginnastica, lavoro, studio, svago, burocrazia e simili), lo cancello dalla nota sul telefono.
 Alla fine della settimana, quel che rimane nella nota mi dà un'idea di quali siano i punti deboli su cui devo lavorare.
  Indovina un po'? 
  • Al primo posto piegare & ritirare i panni e lavare i piatti a mano (perché, lavastoviglie mia, mi hai abbandonato?) - non è una novità.
  • Al secondo posto ginnastica pomeridiana (quella mattutina mi vien facile) - niente di nuovo pure qui.
  • Al terzo posto studio e svago - no comment.
  Ginnastica pomeridiana, studio e svago fanno cilecca anche per il mal di testa che non mi abbandona da tre giorni - va e viene  divertendosi come un matto. Un imprevisto, e come tale da prevedere.
  Grande stupore, invece, per la costanza con cui perseguo l'obiettivo di pulire/riordinare ogni giorno una stanza. Il troppo pieno funziona.
  L'esperimento continua, l'osservazione pure.
sorrisoa365giorni-puntodellasituazione-30
  Telegraficamente.
  Sto aggiornando l'archivio. Stop. Ancora in cerca di personal trainer cattivissssssimo. Stop. Nessun passatempo piacevole avvistato. Stop.
sorrisoa365giorni-nuovopianodattacco-30
  Settimana prossima voglio e fo: procedere con l'esperimento. 
  Stop.

(-1; determinazione: ammaccata; umore: dolorante; sorriso del giorno: l'esperimento!)
 
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