venerdì 31 ottobre 2014

Un mese di libri (moltiplicato due): agosto e settembre - seconda parte

Caro Diario,
  lo so sono un po' in ritardo.
  Oggi è l'ultimo giorno di ottobre e io ti scrivo dei libri letti a settembre. Tutta colpa del tempo che scivola via senza che io me ne accorga
  In ogni caso, immagina una finestra aperta sul cielo e sulle onde del mare, i colori che cambiano al cambiar delle ore, l'aria fresca che entra e induce al sonno. Ecco, proprio in una situazione del genere leggere è l'occupazione più dolce.


  L'uomo che parla ai cani di Cesar Millan e Melissa Jo Peltier
  C'è chi lo ama e chi lo odia. A me piace quando racconta dei suoi errori e di come ha lavorato per migliorarsi. Parla di energia come linguaggio delle emozioni, di personalità calmo-assertiva e calmo-remissiva, di linguaggio del corpo, di psicologia canina, del potere del branco, dei diversi tipi di disturbi (aggressività, iperattività, ansia, ossessioni, fissazioni, fobie, bassa autostima). Dice quando ormai è troppo tardi recuperare un cane e come crescere, invece, un cane felice, sano ed equilibrato. E mentre leggo e m'interrogo sulle mie reali capacità di educare il canide di famiglia, il Baldo ronfa e russa come un falegname in segheria. Direi tutto bene.

  Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station di Fannie Flagg
   Questa donna ha la capacità di scrivere libri intrisi di quella luce chiara e soffusa, quasi magica. Narra la storia di due donne e delle vicissitudini delle loro famiglie. Racconta come la vita tranquilla di Sookie cambi improvvisamente con l'arrivo di una lettera, e come la vita avventurosa di Fritzi si completi solo dopo l'arrivo di quella stessa lettera. Impossibile non sorridere di Sookie e del suo modo di affrontare il cambiamento, altrettanto impossibile non indignarsi con Fritzi e le altre donne pilota della WASP (Women Airforce Service Pilots), quando scoprono che il loro lavoro per l'aviazione militare statunitense durante la seconda guerra mondiale non viene riconosciuto.

  Gli occhi gialli dei coccodrilli di Katherine Pancol
  Il primo di una trilogia: in seicento pagine succedono talmente tante cose ai personaggi che mi chiedo, un po' ansiosa, cosa mai potrà capitare in altre milleduecento pagine. Non conosco la letteratura francese contemporanea, ma mi piace pensare che questo libro sia molto francese. Non riesco a smettere di leggerlo, voglio sapere come si evolve la vita di Joséphine. Il marito la lascia, la figlia maggiore la compatisce, la madre la disprezza, la sorella la sfrutta. Ma l'amica la sorregge, il cognato le dà un'opportunità e il suo lavoro, per cui tutti la biasimano, è il trampolino di lancio verso una nuova vita. Quando una donna si rende conto delle proprie capacità, riesce finalmente a prendere in mano la sua vita con sicurezza e a fare grandi cose.

  Breve storia del mondo di Ernst H. Gombrich
  Qualcuno potrebbe pensare che la storia dell'umanità raccontata in meno di trecento pagine, sia una "mappazza" terribile. Invece no, è un libro piacevole e avvincente per tutti - addetti ai lavori, adulti e fanciulli.  Da questo autore ho solo da imparare: innanzitutto la semplicità con cui sa esprimere concetti difficili, e poi l'umiltà con cui torna sui suoi passi e spiega di aver fatto degli errori di valutazione. Ma, come dice lui stesso: "Imparare la storia dai libri e viverla in prima persona sono due cose ben diverse".

  Come al solito, i libri che più mi affascinano sono quelli che parlano di trasformazione. E come l'amore (per la famiglia, per i cani, per sé stessi, per la verità) sia la chiave che mette in moto il cambiamento.

(0; determinazione: a gonfie vele; umore: solare; sorriso del giorno: trovare la chiave!)

lunedì 27 ottobre 2014

# 48: scrivo, ergo sum

Caro Diario,
  non ci sperare.
  È vero, non ti scrivo da almeno una settimana, ma non sono a corto di parole, anzi: ne ho fin troppe! Tantissime cose da raccontarti, moltissime emozioni da confidarti e pochissimo tempo per farlo.
  Questa settimana sarà indimenticabile: una nuova organizzazione familiare, il vento che sconvolge ogni piano, incontri che lasciano presagire novità allettanti, abbracci virtuali di amici veri, una nuova avventura nella blogosfera (e sono a quota tre: dopo di te, mio caro Diario, ci sono anche Ai quattro venti e Paroladordine!), sopralluoghi in una casa da riorganizzare, passeggiate in famiglia, notti insonni a pensare in grande, giorni assonnati a scrivere, scrivere, scrivere... 


  La sera sono stanchissima, dopo cena aspetto che il Baldo ci dia la buona notte (ha tutto un suo rituale: prende un po' di coccole da me, un po' dal marito, controlla che il guinzaglio sia al sicuro sull'attaccapanni, puoi si acciambella a cuccia e cade in un sonno profondo) per salire in camera, infilarmi sotto il piumone e spegnere le luci. Che nanna sia.
  Mi succede una cosa strana, però: la mattina mi sveglio e, invece di sbuffare e fingere di dormire, ho voglia di alzarmi e darmi da fare. Dici che non è poi così strano? Per me sì, non mi capita da tantissimo tempo - da più di dieci anni. Dai tempi in cui facevo un lavoro che amavo. Mi sembra, quindi, un ottimo presagio.
  Ora scappo: abbiamo cenato, il Baldo aspetta la sua razione serale di coccole e io già mi sento avvolta dal tepore del piumone. Buona notte, mio caro Diario, ci ritroviamo domani.

(-4; determinazione: buona; umore: roseo; sorriso del giorno: scrivere, scrivere, scrivere!)

lunedì 13 ottobre 2014

# 46: riabilitazione alimentare

Caro diario,
  chi ti scrive è una donna completamente nuova.
  Una che spera di non tornare indietro, ma di continuare ad andare avanti. E dove sto andando? Ora te lo dico.
  Sto andando in cucina a cuocere le verdure. Tante verdure. Una montagna di verdure. Etti ed etti di verdure. Glab.
  Ormai è da due settimane che, quasi senza pensarci, ho intrapreso il cammino della riabilitazione alimentare. Via cereali e legumi! Via patate! Via ogni dolcificante! Via grassi! Solo proteine magre magre, succhi di frutta 100% naturali, tanta acqua e verdura in quantità mondiale.
  Strano ma vero non sento la mancanza di dolci, non impazzisco per un piatto di pasta, non subisco la riabilitazione con dolore e sofferenza: voglio depurarmi e riattivare il mio metabolismo malconcio, perciò accetto quelle che prima avrei considerato privazioni inconcepibili.
  Pensavo di svenire dopo un giorno - soffro di ipoglicemia e ho sempre pensato che solo gli zuccheri a lento rilascio mi avrebbero salvato la vita. Invece no.
  Pensavo di sognare a ogni ora del giorno portate intere di torte, biscotti, creme al cucchiaio e gelati. Invece nemmeno un po'.
  Pensavo di fabbricare una bandiera bianca con la busta del minestrone surgelato, da sventolare dopo pochi giorni. Invece manco per niente.
  Sono ancora qui a ingollare porzioni da Obelix di verdure, accompagnate da carne senza grassi, formaggini light, yogurt con 0,1% di grassi (sbalorditivo, è più buono di quello normale!) e succo di ananas, tropicale e mela. 
  Sono diventata una donna nuova, che finalmente manifesta un po' di amor proprio. Probabilmente mi stan crescendo anche le radici sotto le piante dei piedi.
  Se non mi trovi in giro per casa, mio caro Diario, prova a fare un giro in giardino: potrei aver scavato una buchetta nell'orto ed essermi accomodata per bene come una zucchina.

snarkecards.com
(-18; determinazione: sbalorditiva; umore. buono, nonostante la pioggia; sorriso del giorno: la riabilitazione alimentare!)

mercoledì 8 ottobre 2014

Un mese di libri moltiplicato due: agosto e settembre

Caro Diario,
  qui si legge come ai vecchi tempi!
  Una pagina dopo l'altra, divoro libri come fossi in crisi d'astinenza - cosa impossibile, tra l'altro.
  Forse quel che in questi mesi abbonda, in particolare a settembre, è la serenità, l'assenza di tecnologie beffarde che bussano di continuo all'angolo del cervellino. Totale libertà, insomma, anche di leggere a più non posso.

   
  I Ching, a cura di Richard Wilhelm
  È da un po' che voglio approfondire la conoscenza del Tai Chi Chuan: quando nella mia vita entra qualcosa di nuovo, devo sapere da dove arriva e cosa fa.
  Agosto è il mese giusto, le lezioni sono finite e io non voglio perdere il contatto. Inizio a sfogliare un paio di libri sul Tai Chi Chuan e mi accorgo che il Libro dei Mutamenti - questa la traduzione italiana dal cinese I Ching- ricorre spesso. Corro subito a controllare nella libreria di casa: sì, la mia vecchia copia è ancora su uno scaffale! È lì da sempre (ormai non la consulto più) e la prima metà delle pagine è completamente intonsa. Lo afferro, lo apro e inizio a leggere.
  Non è una lettura facile, ma di sicuro molto coinvolgente: lo leggo e mi ritrovo indietro di almeno tremila anni nella raffinata saggezza degli antichi cinesi.
  La sua storia è complessa. Nasce come raccolta di segni oracolari: all'inizio c'erano solo due linee, una intera per il sì e una spezzata per il no; poi le due linee vengono raggruppate a tre a tre e la loro combinazione dà vita a otto trigrammi. I trigrammi sono delle immagini di ciò che accade in cielo e in terra. Sono immagini che mutano continuamente e, combinandosi tra di loro, formano sessantaquattro segni di sei linee ciascuno. Ma in questi esagrammi, le linee possono cambiare in base al loro carattere e mutare un segno in un altro.
  Il mutamento...
  Il principio fondamentale del Libro dei Mutamenti, infatti, è la legge del mutamento. E questo diventa chiaro quando, con i filosofi Lao-tsu e Confucio (qualche decennio prima dei "nostri" greci Socrate e Platone), l'I Ching non è più soltanto un libro oracolare, ma anche un libro di saggezza.
"Tutto finisce e scorre come questo fiume, senza sosta, giorno e notte", dice Confucio.  
"Il Tao è il Senso che segna il corso delle cose, è l'uno in tutto il molteplice", dice Lao-Tsu.
  Tutto ha inizio con una linea, che rappresenta in sé l'unità e nell'universo la dualità (sopra e sotto, a destra e a sinistra, davanti e dietro...) e quindi il mondo degli opposti: Yin l'oscuro e Yang il chiaro. Ma gli opposti non sono fermi, bensì mutevoli e continuano a mutare seguendo un senso ben preciso, il Tao.
  La persona saggia, quindi, consulta il Libro dei Mutamenti e legge le sentenze che danno voce alle immagini, indicando la salute o la sciagura di un'azione. Così crea il suo destino scegliendo come agire: sa distinguere, infatti, il modo d'agire giusto in armonia con il Tao dal modo d'agire sbagliato e sa mutare le proprie azioni per raggiungere il successo.
  Leggo tutto - il testo con nome, sentenza, immagine e spiegazione di ogni singola linea di ciascuno dei sessantaquattro esagrammi; i commenti elaborati dai saggi attraverso i millenni; le Dieci Ali, la più antica letteratura legata al Libro dei Mutamenti. Impiego un mese intero.
  Quando termino la lettura e ritorno nel presente, mi viene spontaneo un confronto tra questa antica e raffinata saggezza e l'immagine della Cina odierna. Sconcertante, e anche un poco triste - come per ogni civiltà che, a un certo punto, si ripiega su se stessa e lì rimane, mentre altro avanza.
  Leggo tutto e poi faccio una prova: domando al Libro dei Mutamenti quale sarà il futuro di una cosa che mi sta molto a cuore. Lancio le tre monete per sei volte di seguito, a ogni lancio segno su un foglio la linea a cui corrisponde e pian piano si forma un esagramma. Lo cerco nel testo, eccolo: Ta Yu, il Possesso grande, sublime riuscita.
  Mica male.

  Il Tao del Tai-Chi Chuan di Jou Tsung Hwa
  Mi butto a capofitto in questo libro. Voglio saperne di più, di quest'antica arte marziale cinese!
  L'autore è un docente di matematica e per motivi di salute inizia a praticare il Tai Chi Chuan. A furia di praticarlo, non solo riesce a curarsi, ma ne diventa anche un esperto maestro. Per questo scrive una sorta di manuale per far sapere cosa sia il Tai Chi Chuan, quali siano i suoi principi e come praticarlo.
  Ne racconta la storia: dal grande maestro Chang  San-Feng, alle famiglie di maestri Chen e Yang e Wu, che corrispondono ad altrettanti stili e forme (io seguo la forma Yang, la più popolare).
  Ne racconta i tre principi filosofici di base: la trasformazione dei trigrammi dell'I Ching, nel mutamento da una posizione all'altra senza soluzione di continuità; il diagramma Tai-Chi (è quel cerchio diviso in due gocce, una nera con la macchia bianca -Yin - e l'altra bianca con la macchia nera - Yang -), nell'equilibrio tra attività mentale e attività fisica; i cinque elementi della medicina (acqua, fuoco, legno, metallo, terra), nell'armonia del corpo per migliorare la qualità e la lunghezza della vita..
  Ne racconta l'allenamento speciale: gli esercizi dei cinque animali (Tao Yie), gli esercizi respiratori (Chi-Kung), la meditazione Tai-Chi, l'esercizio del bozzolo di seta (Chan-Ssu Chin), la spinta con le mani (Ti-Shou).
  Ne racconta i classici: la letteratura di riferimento antica di millenni che dà i principi guida del Tai Chi Chuan, come l'energia del respiro (Chi), il "serbatoio" del Chi posto nell'addome (Tan Tien), la mente (I), lo spirito (Shen), la forza interna che si sviluppa dai tendini in movimenti circolari (Chin), le tredici posizioni originarie del Tai Chi Chuan. 
  Ne racconta i livelli di pratica: gli stadi "uomo", "terra" e "cielo", divisi ciascuno in altri tre gradi, per nove livelli di abilità in tutto. A ogni livello si acquisisce un'abilità, necessaria per passare al successivo: dalla leggerezza a vuoto e immobilità, il più alto livello spirituale del Tai Chi Chuan.
  Naturalmente questo piccolo libro dice molto di più ed è molto più comprensibile mentre si fa Tai Chi Chuan. Domani ricomincio le lezioni e uno dei miei propositi è riprendere in mano questo libro così corposo e seguire i suoi insegnamenti.
  D'altronde, quando faccio una cosa che mi piace, mi piace farla per bene.

  Tredici saggi sul T'ai Chi Ch'uan di Cheng Man Ch'ing
  Per terminare la mia personale trilogia del Tai Chi Chuan, leggo questo librino che da qualche mese mi guarda con insistenza dal comodino.
  Anche Cheng Man Ch'ing, il "maestro delle cinque arti", inizia a praticare il Tai Chi Chuan per motivi di salute. Il suo maestro è il grande maestro Yang Cheng-fu, l'ultimo della famiglia Yang, e lui è il suo ultimo allievo. Scrive i Tredici saggi sul Tai Chi Ch'uan per divulgare i segreti di questa arte marziale a tutti.
  È un libro molto poetico, ma preciso in ogni sua parola. È suddiviso in tre parti, prima i tredici saggi, poi la descrizione dei singoli movimenti con l'aiuto anche di fotografie, infine le risposte del maestro alle domande degli allievi.
  Leggerlo dopo Il Tao del Tai Chi Chuan mi facilita la comprensione di molti passaggi.
  In ogni caso, è da rileggere ancora: non abbandonerà molto presto la sua postazione sul comodino!


  Per gli altri libri rimando alla prossima volta: non vorrei mai, mio caro Diario, che ti addormentassi per sempre... zzzzzzzzz...

(-23; determinazione: in buono stato; umore: positivo; sorriso del giorno: domani ricomincio Tai Chi Chuan!)