venerdì 23 gennaio 2015

# 8: il meteosorriso dice "Tempo di viaggiare"

Caro Diario,
  inutile guardarmi con quel cipiglio.
  Sono refrattaria ai rimproveri e ho (quasi) cancellato dal mio vocabolario mentale le parole senso di colpa.
  Ho tante cose da raccontarti - sto vivendo davvero tante novità - ma poco tempo per farlo. Non ti sto abbandonando e non devi essere geloso degli altri due blog: ho solo bisogno di riposare.
  Illusa dal potere riposante delle vacanze invernali, mi ritrovo sul finire di gennaio con: 
  • troppi pensieri in testa, 
  • tante esperienze nuove da sedimentare, 
  • progetti che scalpitano per essere portati a compimento, 
  • necessità impellenti,
  • burocrazie snervanti,
  • imprevisti prevedibili,
  • stanchezza esasperata.
  Voglio tornare all'Elba, al mattino aprire le persiane e salutare cielo e mare, e alla sera addormentarmi serafica sul letto senza pensieri in testa a tenermi sveglia.
  La mia trasmissione preferita in tivù? Quella in cui una famiglia si trasferisce dal suo paese di origine in un altro, ovunque nel mondo. Ecco. Voglio andarmene da qui. Voglio andarmene per un tempo indeterminato, prendere un aereo o un treno o caricare due valigie su Pagnottella e andar via.
  Voglio essere nella luce del sole e nel buio della notte, passeggiare in compagnia delle mie emozioni con gli occhi che zumano sui particolari infiniti del mondo.
  Voglio respirare l'aria e prendere mal di gola per il troppo ridere e il troppo urlare di gioia.
   Voglio dimenticare come sia fatta questa scrivania. 

 sorrisoa365giorni-meteosorriso-viaggiare

  Be', certo. Nascerebbero nuovi pensieri, sboccerebbero nuovi progetti, aumenterebbe la stratigrafia di esperienze, le necessità sarebbero ancora impellenti (forse). Ma sai che bello?

(-8; determinazione: provata; umore: stanco; sorriso del giorno: ehm, so che c'è, ma non l'ho ancora in quadrato)

mercoledì 14 gennaio 2015

#7: sonno

Caro Diario, 
  non riesco più a riposarmi.
  Mi prendo le vacanze invernali - la prima volta dopo secoli - e penso al lavoro. La seconda settimana, invece di fingere d'essere sorda, ascolto quella vocina petulante e cedo: ricomincio a lavorare. Mmm.
  Quest'ultimo fine settimana inizia con insonnia da troppe informazioni: la sera, invece di gustarmi un bel film rilassante, preferisco studiare e così mi addentro in argomenti ostici come un esploratore in una giungla irta di pericoli. Risultato: sovraccarico d'informazioni e valvola di ventilazione a pieno regime. Che fa rumore e mi tiene sveglia. Tutta notte. Ahhh!
  Questa notte, invece, il mio terzo livello d'inconscio è soddisfatto: finalmente dormo beata e sogno. Peccato: a un certo punto nel sogno mi capita di essere testimone di un omicidio (!) e, mentre arretro all'incedere dell'assassino (che sa che io so che lui sa), ho giusto il tempo di sussurrare "aiuto"... e mi sveglio. Alle 04.16 del mattino. Un silenzio infinito, interrotto solo dal russare del Baldo e dal rumore sordo delle mie testate sul muro.
  Morale: mi sveglio alzo dal letto con più sonno di quanto ne avevo prima di addormentarmi. Rimango imbambolata per buona parte della giornata e, anche quando posso concedermi un mini riposino, sto sveglia come un grillo. A ripetere: "Che sonno".
  Argh.

Marta Fromme

(-17; determinazione: obnubilata; umore: soporoso; sorriso del giorno: zzz zzz zzz)


 

venerdì 9 gennaio 2015

# 6: leggera come l'aria

Caro Diario,
  riesci a percepire l'alto livello di contentezza che sprigiono da tutti i pori?
  Sono così intimamente felice che stento a credere di non risplendere come una lampadina. 
  In tutti questi anni mi sono trascurata: il cervello andava a ritmi sostenuti e il corpo gli arrancava dietro. Mi sono riempita di cibo spazzatura, ho ignorato gli avvisi ripetuti e ogni parolaccia (travestita da brucior di stomaco) lanciata dal mio povero corpo un giorno sì e uno no. Ho dimenticato di averne uno solo: come tutte le macchine, se non curato s'inceppa, si arrugginisce, va in tilt, un giorno non risponde più ai comandi, devia slittando e precipita in un burrone. 
  Poi una serie di circostanze fortuite (le vacanze al mare di settembre, due chiacchiere con un'amica, un buon proposito appena abbozzato) mettono in moto un meccanismo che pensavo ormai perduto da tempo. L'amor proprio
  Amor proprio, cioè amore per se stessi, ché senza amar se stessi come si può amare gli altri e la vita? Come si può capire cosa sia l'amore per gli altri e gli effetti che fa? 
  Perciò a chi mi dice "Brava, come sei dimagrita, come hai fatto?" rispondo "Grazie, amandomi ogni giorno un po' di più." La mia riabilitazione alimentare non è una rinuncia, ma un manifesto d'amore. Sarà per questo che non mi affatica, ma mi rende ogni giorno più forte?
  In ogni caso sappi, mio caro Diario, che sono oltre la metà della mia strada: manca poco alla meta. Festeggerò premiandomi con un regalo adeguato (un libro? uno smalto lussuoso? un breve viaggio? un paio di scarpe da svenimento?), perché mai avrei immaginato di riuscirci così "facilmente".
  Sapere che posso migliorare con serenità, mi fa ben sperare che questo ritrovato amor proprio mi spronerà in molte, molte altre faccenduole.
  All'amica con cui ho scambiato quelle due chiacchiere iniziali, va tutta la mia gratitudine: senza le sue parole sempre positive, i suoi incoraggiamenti e i suoi consigli quotidiani fatico a vedermi su questa strada.

sorrisoa365giorni-meteosorriso

(-22; determinazione: affettuosa; umore: luminoso; sorriso del giorno: l'amor proprio!)

martedì 23 dicembre 2014

# 4: influenza messaggera

Caro Diario,
  l'inverno è arrivato.
  Dal punta di vista geografico, meteorologico e medico. Sì, anche medico: sono a casa con l'influenza.
  A casa, in realtà, ci sono sempre: ti ricordi? se piove, se ghiaccia, se nevica, se, se, se - non guido. Rimango quassù, appollaiata a metà collina, orizzonte zero, vivacità nulla. Se non ci fosse internet mi sentirei un eremita. Se ci fosse un buon servzio di trasporti pubblici mi sentirei meno isolata dal mondo. 
  Discorso vecchio di due anni, ormai. Vecchio, ma sempre attuale.
  Dicevo: sono a casa con l'influenza. Io, che non esco mai (e se esco per sbaglio indosso lo scafandro), ho preso l'influenza. Leggera, pochi giorni e poche linee di febbre, ma tanta sinusite, tanta pressione bassa, tanti chili persi (euuiua).
  Non prendo mai l'influenza, al massimo un raffreddore un po' testardo. Guarda caso, proprio quest'anno, che dopo secoli decido di regalarmi delle golose vacanze invernali, me la becco. Proprio quando smette di piovere, il cielo è di un blu chiaro cristallino, il sole alto per quanto gli riesce, Pagnottella è piena di benzina e io scalpito per uscire. Grrr.
  Ancora una volta il corpo mi lancia chiari segnali di "stop" e io mi arrendo docilmente: prometto di prendermi cura di me, di riposare, di lasciare i pensieri in libertà, di sospendere ogni attività lavorativa e di godermi le vacanze.
  Ci vediamo tra un paio di settimane o giù di lì, mio caro Diario: buon riposo anche a te.

sorrisoa365giorni-inverno
Julia Cejas

(-8; determinazione: buona; umore: buono; sorriso del giorno: buone vacanze!)
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