mercoledì 4 marzo 2015

#14: ispirazione

Caro Diario,
  allacciati le cinture di sicurezza.
  Nel bel mezzo di una calma piatta-davvero-piatta, all'improvviso saltan fuori tantissime idee e un nuovo sprint: bisogna stare attenti a non venirne travolti.
  Basta poco, poco davvero (il famoso zic): nel nostro caso quel poco è un tappeto in mosaico davanti alla casa che fu di Virginia Woolf a Londra (sì, nel fine settimana mi trovo a Londra per qualche ora - quaranta, per la precisione).

sorrisoa365giorni-mosaico-londra

 Visto, fotografato, mostrato al marito: illuminati. È così che voglio rivestire il marciapiede del cortile; e il patio; e i balconi. "Ti piace?" gli chiedo. "Sì" dice lui e già pensa di acquistare la lama per piastrelle. 
  È fatta.
  Dalla calma piatta a una tempesta di idee e in pochi minuti decidiamo i prossimi lavori per rendere casa nostra più nostra:
  1. finire il garage (bancone, scaffali, pavimento, stoccaggio)
  2. pavimentare il cortile
  3. imbiancare la casetta dei bidoni, il cancello e le ringhiere del balcone in cortile
  4. rivestire di tappeti in mosaico il marciapiede, il patio e i balconi
  5. rifare la cucina
  6. finire di dipingere la casa
  7. progettare l'orto e il giardino - ho voglia di fiori, quest'anno
  Avremo una primavera, un'estate e un autunno molto intensi. E quel che rimane dell'inverno, lo passeremo a terminare l'organizzazione della lavanderia, dell'archivio e della libreria - tutti lavori iniziati, ma accantonati per mancanza d'interesse.
  Ma da quando ho scoperto che posso voler bene a casa nostra anche a tempo indeterminato, ho ricominciato ad aggiungere voci sulla luuunga lista delle cose da fare. 
  La sai una cosa, mio caro Diario? Non vedo l'ora di completare tutta l'organizzazione degli spazi di casa (manca poco), per dedicarmi alle "coccole" - intese proprio come gesti di affettuosità nei suoi confronti. 
  Quindi, allacciati le cinture di sicurezza: ci sarà da ballare!
(-27; determinazione: alta; umore: alto; sorriso del giorno: liste!)

mercoledì 25 febbraio 2015

#13: l'amo, non l'amo, l'amo...

Caro Diario,
  ho una confessione da farti.
  Mi sono disamorata di casa mia. Alcuni giorni, addirittura, penso di odiarla.
  Cosa mi sta succedendo? Non so, ma qualcosa di sicuro accade due anni fa, inizia per i e finisce per ncidente.
  Lo sai, per lei è stato amore a prima vista: appena la vedo, la voglio. Non m'importa dei grandi lavori di ristrutturazione, non m'importa della lontananza dal lago e dai treni per Milano, non m'importa che non sia un appartamento in città.
  Mi innamoro di lei, delle sue volte in mattoni rossi, della luce arancione dei tramonti invernali, del balcone sul giardino, del giardino rigoglioso, delle sue entusiasmanti potenzialità.
  Un anno di lavori per entrarci, altri cinque anni per poter chiudere il progetto. Poi l'incidente e un nuovo lavoro: invece di rincasare la sera e sentirmi in vacanza, vi rimango rinchiusa da mane a sera (giorno dopo giorno, mesi dopo mesi): mi sento prigioniera tra i suoi difficili muri di pietra, isolata nel centro di un paese di collina a diversi tornanti dal mio amato lago, dalla libertà dei treni, dalla vivacità del turismo.
  E inizio a odiarla. La trascuro, fatico a portare avanti quei pochi lavori necessari perché non si spenga. Ma ormai ha lo sguardo triste, abbandonato e senza speranza. 
  Mi spiace, ma io continuo a sognare l'appartamento in città, continuo a "tradirla" e non mi do pace coi sensi di colpa.
  Eppure.
  Oggi sboccia nella mia mente un nuovo pensiero: nulla deve essere per forza definitivo nella vita, alcune cose restano e altre cambiano. Probabilmente questa casa sarà solo di passaggio: il nostro incontro serve a lei per tornare a vivere e a noi come rifugio sicuro. Prima d'iniziare nuove avventure.
  Di seguito fiorisce una nuova emozione: la gratitudine per averci accolto in questa fase della nostra vita.
  Prometto, quindi, di volerle bene, prendermene cura e rispettarla; di riempirla di bellezza e colori; di consegnarla, quando arriverà il momento, a una famiglia che saprà amarla per sempre.
 
 
sorrisoa365giorni-infinitimomenti

  (-3; determinazione: stabile; umore: positivo; sorriso del giorno: gratitudine)

lunedì 23 febbraio 2015

Luna

sorrisoa365giorni-leonardo-poesia-disegno

Caro Diario,
  benvenuto nella nostra rubrica!
  Io e Monila siamo così impazienti di iniziare, che decidiamo di non por tempo in mezzo e di scambiarci subito poesie e disegni. Entrambe curiose di conoscere il lato più intimo dell'altra e di vedere cosa riusciamo a creare assieme: perché disegni e parole nati dal cuore esprimono il mondo profondo nascosto dentro di noi, e quando vengono a galla e s'intrecciano tra di loro... cosa diventano?
  Le invio subito una poesia, scritta sedici anni e tredici giorni fa. Era sera, ero sola: seduta sul letto a guardare nel cielo di Milano. Scrivevo tanto, in quel periodo, provavo forti emozioni ed ero in cerca di me. In fondo, non sono poi molto cambiata...

Due,
divisa in due.
La metà luna bianca
che guarda e osserva
la vita sugli alberi
e gli abissi del mare
con luccichio brillante.
La metà luna buia
che si tuffa nel nero del cielo stellato
e si ricopre di piccoli diamanti blu.
Io rido,
e sono l'una
e l'altra.

  Voglio bene a questa poesia, per me è come un medaglione prezioso da tramandare in futuro. La consegno a Monila e aspetto trepidante.
sorrisoa365giorni-leonardo-poesiaepittura-luna
illustrazione di Monila
   
  Cosa ne pensi, mio caro Diario? Non è meraviglioso?
  Vieni con me da Monila per conoscere più da vicino la "sua" luna!

(-5; determinazione: alta; umore: altissimo; sorriso del giorno: la rubrica Leonardo!)

venerdì 20 febbraio 2015

Leonardo, Monila e io: storia di una rubrica


Caro Diario,
  a volte basta un zic per accendere un'idea e una frase per iniziare una nuova rubrica.

"La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca", dice Leonardo.
E se noi dessimo voce e sguardo a entrambe?

  Ti racconto come nasce questa nuova rubrica. Seguo il blog di Monila fin dal primo giorno e ogni volta leggo la frase di Leonardo: dice una vera verità, poesia e pittura sono due forme d'arte capaci di esprimere le stesse emozioni ma con modi diversi.
  Eppure...
  Un giorno rileggo la stessa frase e penso: Monila dipinge, io scrivo... e se dessimo voce e sguardo a entrambe?
  
  Anni fa mi era capitato di scrivere una poesia per il quadro di un'amica e la cosa mi era piaciuta: lo sai, mi piacciono le sfide e adoro sperimentare. Ma so di non essere l'unica: anche per questo stimo Monila, sia come artista sia come persona.
  Le sue illustrazioni, poi, sono così vive e piene di gioia (come lei), ricche di particolari che sanno emozionare. Così la chiamo e le dico che ho un'idea che coinvolge entrambe: "Cosa te ne pare?" "Lo voglio fare!"
  Ed eccoci qui.
  Ogni mese una di noi propone all'altra un suo "lavoro" e l'altra lo interpreta: così la pittura e la poesia si completano a vicenda e assieme diamo vita a una rubrica di disegno raccontato e di poesia dipinta.
  Iniziamo settimana prossima: noi siamo entusiaste (e anche un po' emozionate) e tu cosa ne pensi?

(-10; determinazione: tenace; umore: allegro; sorriso del giorno: Leonardo!)
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